Scusate la bassa qualità ma mi sono dovuto arrangiare perchè non c'era il nostro cameramen dalla mano tremolante
sabato 31 ottobre 2009
domenica 25 ottobre 2009
Vespa 50 Special test drive
Ecco il Test drive della vespa fatto dal nostro test driver
sabato 26 settembre 2009
Vespa 125 Hoffman

Questa Vespa venne prodotta in Germania, su licenza rilasciata alla Hoffmann. Fu nel 1949 che la Hoffmann e la Piaggio si accordarono per la produzione e la vendita di Vespa in Germania.Questa Vespa fu lievemente diversa dagli altri modeI lli per i mercati esteri, differenze spesso dovute alle diverse regolamentazioni stradali. in Francia ed in Gran Bretagna, per esempio, il faro anteriore doveva essere almeno 50 cm. sopra il livello stradale. Nel 1950 la produzione aumentò molto velocemente e buona parte fu venduta su licenza francese e britannica..
Vespa | produzione anni | cilindrata | potenza cv | peso | velocità | ||
HOFFMAN 125 | 1950-1953 | 124,8 | 4,6 | 94kg | 75km/h |
Vespa shop e carta di credito
Vespacard è una carta di credito realizzata in collaborazione con Agos, utilizzabile sul circuito Visa e rivolta ai giovani, a chi viaggia molto, a chi porta in sè lo spirito Vespa. Vespacard non ha costi di attivazione, zero canone annuale e apre le porte ad un mondo di vantaggi, sconti e servizi esclusivi per i vespisti. Potete richiederla in modo facile e gratuito dal sito http://www.vespa.com/ o al numero verde 800 653042.
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Vespa S 50/125
Ma è lo scudo anteriore che si rinnova maggiormente e caratterizza tutto il progetto. La sua struttura torna ad essere bidimensionale recuperando la purezza della linea che ha sempre caratterizzato Vespa, lo scudo ritorna semplice lo spessore minimo rievoca i modelli del passato.
Vespa S, grazie al design minimale ma deciso, ai tratti semplici ma eleganti, rievoca il dinamismo e la freschezza che, nei mitici Seventies, fecero di Vespa lo scooter preferito dalle generazioni più giovani.
Il diametro della ruota anteriore da a 11” garantisce a Vespa S stabilità e una evidente sensazione di sicurezza nella guida. I pneumatici tubeless sono da 110/70 sulla ruota anteriore e da 120/70 sulla ruota da 10” al posteriore. Il sistema frenante è composto dalla classica combinazione disco/tamburo. Il freno a disco anteriore, realizzato in acciaio inox, dal diametro di 200 mm, è morso da una pinza a due pistoni ed è ben coadiuvato dal tamburo posteriore dal diametro di 110 mm. Il serbatoio da 8,6 litri trova spazio all’interno della scocca senza minimamente compromettere la capacità dello spazio sottosella e permettendo una facile accessibilità al vano motore.

domenica 16 agosto 2009
UNA BREVE STORIA SULLA VESPA
Forse la più grande innovazione di questo modello, che contribuì al suo successo planetario, fu la presenza di una carrozzeria portante, che sostituiva il telaio e che copriva integralmente il motore e le parti meccaniche principali, con i risultati di una protezione efficace dalle intemperie e del poter utilizzare finalmente la motocicletta con l'abbigliamento di tutti i giorni, sfatando la nomea della motocicletta che imbrattava il guidatore.
La posizione del motore consentiva la trasmissione diretta dal cambio alla ruota posteriore senza catena, che faceva parte della semplicità progettuale che ha favorito il successo planetario della Vespa.
Anche i modelli successivi avevano rigorosamente motori a 2 tempi, cioè funzionanti con miscela di benzina e olio (in una prima fase al 6% e al 5%, successivamente al 2%). Il motore era sostenuto posteriormente dalla carrozzeria portante nelle vicinanze della ruota, il serbatoio situato anch'esso posteriormente dal lato opposto del motore e, perlomeno in alcuni modelli, con la presenza anche della ruota di scorta. Il cambio a 3 o 4 marce era comandato dal manubrio tramite la rotazione della manopola in blocco unico con la leva di comando della frizione.
Con questo modello si inaugura la caratteristica della posizione di guida con le gambe non più separate dal serbatoio e appoggiate su una larga pedana posizionata dietro lo scudo di protezione, caratteristica precipua che si ritrova anche negli scooter odierni.
La Vespa è stata prodotta con varie motorizzazioni. Dalla Vespa 50 cm3 (1963) (per uso dai 14 anni senza patente e rigorosamente senza passeggero), alle 125 cm3 che potevano ospitare anche un passeggero (in particolare il modello Primavera) guidabili in Italia a partire dai 16 anni, fino ai modelli da 150 e 200 cm3 autorizzate anche al transito autostradale.
Nonostante lo scorrere degli anni, Vespa rimane uno degli esempi di design industriale più riuscito al mondo. La sua linea, pur variando nel particolare, rimane inconfondibile nell'insieme: qualsiasi sia il modello, qualsiasi sia l'anno di produzione, le sue caratteristiche fondamentali rimangono impresse a tal punto che l'oggetto Vespa è identificabile in modo univoco. Tanto è vero che come conseguenza di questo successo, la parola Vespa oramai sta ad indicare un genere di veicolo: lo scooter.
L'unico scooter "rivale" dell'epoca degno di nota è stato la "Lambretta" della Innocenti nata un anno dopo, ma che ha cessato di essere prodotta in Italia nel 1971
Nel 2007 è nata la Vespa S, erede della Vespa 50 Special: la linea è fresca, i motori sono 4 tempi monoalbero raffreddato ad aria, eroga 10 cv a 8.000 giri/min.
VESPA 98 ANNO 1946-47
La 98 viene presentata al grande pubblico alla Fiera di Milano dell'aprile 1946 e suscita grande stupore. Prima di allora era stata vista esclusivamente da una ristretta cerchia di persone al Golf Club di Roma, soltanto un mese prima. La Piaggio presenta il nuovo scooter come "motoleggera utilitaria" per rassicurare la clientela sulla protettività della scocca in lamiera.
In primavera vengono consegnati i primi esemplari che escono dallo stabilimento di Pontedera, a un prezzo di 55 mila Lire. Tecnicamente la 98 non si discosta molto dal prototipo del 1945 che l'ha peceduta: in pratica l'unica differenza notevole risiede nel tipo di raffreddamento che, invece di immettere l'aria con un passaggio naturale attraverso le feritoie del cofano, utilizza una ventola per l'aria forzata. Per sperimentare questa soluzione, l'ingegner D'Ascanio introduce del borotalco nel convogliatore per verificare i passaggi, una prova empirica ma efficace che i presenti ricordano anche per essersi ricoperti completamente di bianco. La clientela apprezza la grande semplicità d'uso, la protettività, l'affidabilità, la pulizia del veicolo e anche l'eleganza di questo nuovo veicolo.
La presenza della ruota rassicura nei trasferimenti sulle strade in cattive condizioni dell'Italia nel dopoguerra. L'avviamento a pedivella si dimostra facilissimo e mette chiunque in condizione di metteri alla guida della Vespa. I difetti riscontrati nella 98 riguardano sostanzialmente il comfort, limitato per la ridottissima efficacia della sospensione anteriore. Questa non presenta infatti una molla elicoidale come nei modelli successivi, ma soltanto una coppia di piccole molle a spirale. La sospensione posteriore è in pratica inesistente e si fa affidamento unicamente alle molle della sella. Da perfezionare anche il cambio, che utilizza quattro bacchette metalliche; quando queste prendono gioco, gli innesti si fanno più difficoltosi e si deve ricorrere a una regolazione. Le vibrazioni sono piuttosto contenute, ma a volte possono provocare il distacco della pedivella di avviamento. Manca il cavalletto, quindi si è costretti a parcheggiare la Vespa coricandola su un fianco, soluzione che verrà in seguito abbandonata. La prima versione della 98 è riconoscibile dalle successive per la sagoma del parafango anteriore che risulta particolarmente estesa e avvolgente sui fianchi, ma che esige la rimozione delle pareti mobili per la sostituzione della ruota.
Altri particolari: la marmitta è del tipo a flauto, la sella ha le molle cilindriche, il fanale posteriore è a pera, la leva di avviamento è dritta, la sospensione anteriore ha la spirale con un ricciolo, i cofani appoggiano a una sede e sono fissati con un gancio a molletta.